«Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine per questo pomeriggio e per tutto quanto è stato detto a proposito del volume – bellissimo – di Studi in mio onore.

Sono molto grato al Magnifico Rettore, Fabio Pollice (intervenuto questa mattina), al quale mi lega una stima ed un’amicizia lontana nel tempo, che risale al momento della sua venuta a Lecce.

     Ringrazio Maria Grazia Guido, Direttore del Dipartimento di studi umanistici, per l’attenzione con cui ha seguito il volume e per quanto ha detto oggi e per l’accurato profilo con cui si apre il libro.

     Allo stesso tempo ringrazio vivamente Giuseppe Germano per le sue gentili e cordiali parole: lo rammento, giovanissimo, insieme con Liliana Monti Sabia e con Salvatore Monti.

     Sono riconoscente all’amico carissimo Carlo Alberto Augieri sia per il suo intervento di stasera sia per quello che ha scritto nel volume mettendo in risalto, con benevolenza ma con rigore, aspetti centrali del mio metodo di lavoro.

     Sono grato a Mario Capasso, che ha voluto sottolineare, con parole piene di sensibilità e di affetto, gli aspetti fondamentali che hanno caratterizzato il mio insegnamento.

     Desidero ringraziare con l’affezione più grande gli ideatori e curatori del volume, Sondra Dall’Oco e Luca Ruggio, che hanno dimostrato l’attaccamento e l’amorevolezza verso di me, maturata non solo con questo loro lavoro, ma ormai lontana negli anni: con Sondra – alla quale sono grato anche per l’intenso profilo dedicatomi con cui si apre il volume – a partire dalla discussione della Tesi sulla fine del 1994, con Luca dalla discussione della Tesi nel 2005.

     Allo stesso modo, e con grande intensità, ringrazio Federica Congedo (con me laureatasi nel 2014) e Martina Piccolo (originaria dell’Università di Napoli, ma mia allieva nel Corso di perfezionamento che sta seguendo a Firenze), curatrici, con grande precisione, della mia bibliografia, e Martina pure dei ricchissimi e fondamentali indici dei manoscritti e dei nomi di persona e di località.

     Anche alle mie lontane (ma solo ed esclusivamente nel tempo) studentesse Michela Mele e Giorgia Zollino sono molto grato per la loro partecipazione a questa iniziativa con la quale hanno voluto rievocare anni fecondi di un lavoro mai interrotto.

     Naturalmente il mio più profondo e sentito grazie va a tutti i numerosi collaboratori del volume, italiani e stranieri: con la loro presenza hanno dimostrato amicizia autentica e grande stima nei miei confronti. Non posso naturalmente citarli, ma tutti ho nel cuore ben memorizzando le occasioni della nostra conoscenza e dei nostri incontri, a partire da Silvia Fabrizio Costa (con la quale eravamo insieme allievi di Alessandro Perosa), da Francesco Tateo (cui mi legano anni di appassionante cooperazione), da Rosario Coluccia (amico fraterno fin dalla mia prima venuta a Lecce), da Claudio Griggio (al quale mi stringe una lunghissima fratellanza), da Stefano Pittaluga (con cui fra l’altro condividiamo insieme interessi per il Teatro umanistico).

     Ricordare questi cinque amici non significa non avere davanti tutti gli altri, dai più antichi (per così dire) ai più recenti, con i quali ho condiviso – e spero di farlo per il futuro – una strada sempre emozionante ed entusiasmante: la loro presenza continuerà ad essere per me di grande gioia e conforto.

     Manifesto la mia riconoscenza più calorosa ad Emanuele Augieri per la cura e la passione con cui ha tipograficamente realizzato questo volume e la sua copertina che lo arricchisce e lo impreziosisce ancora di più.

     Mi sia consentito rammentare, fra i tanti colleghi leccesi, almeno Giuseppe Antonio Camerino, Valter Leonardo Puccetti, Marcello Aprile, Corinna Bottiglieri, Beatrice Stasi (che hanno partecipato alla Miscellanea) ed Immacolata Tempesta (che fu anche mia “vice” negli anni in cui fui Direttore del Dipartimento di Filologia, Linguistica e Letteratura, dove, a suo tempo, mi accolse Alberto Sobrero). Così mi fa piacere pensare all’amicizia con Paola Andrioli Nemola con la quale ho condiviso soprattutto i miei anni iniziali, con Gino Vergine, Segretario del Dipartimento, prima di Rosanna Nestola, e con Fabrizio Licchetta.

     Desidero ricordare anche gli amici stranieri che hanno partecipato ed hanno tutti avuto rapporti e scambi con Lecce: Júlia Benavent, Eva Gregorovičová, Hélène Casanova Robin, Silvia Fabrizio Costa. Desidero aggiungere – anche se non ha potuto collaborare alla Miscellanea per motivi di salute – Massimo Danzi, di Ginevra, col quale, oltre ad essere stato a Lecce, ho trascorso momenti di lavoro ma pure di vacanza assai piacevoli in Italia e all’estero.

     Non posso chiudere senza rievocare alcune delle persone (non più tra noi) con le quali ho condiviso la lunga esperienza di Lecce: Mario Marti, amico della mia famiglia, che mi accolse, come Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, il 1° ottobre 1987, sempre affettuoso partecipe delle mie vicende; e Donato Valli, anche lui Preside e Rettore (come Marti) e Direttore del Dipartimento, amico prezioso, fortemente interessato alla mia disciplina.

        A ciascuno di loro – ed ai tantissimi che non ho nominato ma che hanno significativamente accompagnato la mia vicenda leccese – va il mio ricordo più fervido e la mia più viva riconoscenza, come a tutti per essere qui voi, tra cui Bruno Pellegrino e Ornella Confessore.»

Paolo Viti


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