Descrizione
«Occorrerà anzitutto chiarire che Rodia – più che un semplice poeta – è un intellettuale a tutto tondo, che naviga sapientemente tra vari orizzonti, dalla poesia vera e propria alla narrativa (in specie per ragazzi), dalla saggistica al folklore, mai dimenticando che l’intellettuale ‘militante’ deve impegnarsi all’interno della società, organizzando, inventando, aprendo spazi, provocando dibattiti, curando antologie. È chiaro a Rodia – come a pochi altri intellettuali pugliesi – che lo studioso vecchio stampo, che vive la sua vita solo all’interno del suo studiolo, non ha più spazio nel nostro tempo[…] Il Nostro[…] porta avanti una sorta di rivoluzione semantico-linguistica: alieno dalla poesia sperimentale o troppo ermetica, Rodia si esprime con un linguaggio di ‘apparente’ semplicità – poiché si tratta di semplicità come punto d’arrivo di una lunga ricerca (non è la semplicità di chi non ha altri linguaggi a sua disposizione). Questo perché l’Autore ‘cerca’ il lettore, la condivisione, la trasmissione delle emozioni[…]. Siamo di fronte – in sostanza – a una poesia di grande spessore, che meritava una prima ‘sistemazione’ critica dopo un trentennio di impegno, di lavoro, di scavo nella parola».
Dalla prefazione di Daniele Giancane





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