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camminerò con l'anima

19.00

Autore: Mario Greco
Anno edizione: 2021
Pagine: 762 p.

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Descrizione

“Nelle sue poesie si possono cogliere le speranze di un uomo che nella vita ha conosciuto gioie (“E godo ineffabili gioie / ai santi solo possibili e ai poeti”) ed amarezze (“Stenti e dolor furono e sono / i miei padrini”), attimi di dolcezza e attimi di tristezza, momenti di esaltazione e momenti di sconforto (“Mi porto a spasso il dolore come l’ombra. / La gente vede l’ombra soltanto”), momenti di riflessione (“Quanta malinconica dolcezza / nei blues e negli spirituals! / Ha il sapore del sangue di negro / lo zucchero di canna”) e momenti di ribellione (“Ulìa cu ddau ‘nu ritu, ma ‘nu ritu / cu bbessa ‘ntisu puru te li surdi!”); un uomo che ha spesso sognato (”L’uomo senza sogni è solo terra”) e che si è anche cibato di aspirazioni-illusioni (“Potessi tergere il pianto dei fratelli, / trangugiare le lacrime del mondo…/ per sfamare i miei fratelli, / per farne pane per tutti gli affamati…”); un uomo che ha attraversato fessure infuocate, dove si percepiva forte la misura del dolore; un uomo che ha regalato sorrisi, ma che ha più spesso versato lacrime (“Dolce salutar lavacro è il pianto”, “un po’ di mare è anche mio: / l’han fatto cogli anni gli occhi miei”, “ho pianto tanto d’affogare il mare”, “Piangono anche le candele accese sull’altare”); un uomo che amava sentir l’anima cantare (“Se l’anima canta, tutto di bello si veste…/ Il canto è boomerang d’amore: / arriva al cielo e torna al cuore”); un uomo che amava la notte, alcova del silenzio, durante la quale riusciva a mettersi a nudo davanti a Dio; un uomo che si emozionava davanti allo spettacolo di un tramonto infuocato, davanti a una foglia ingiallita che sta per staccarsi dal ramo, davanti a un fiore che si apre alla vita, davanti a un bimbo che zampetta a piedi nudi su un soffice tappeto di aghi di pino, davanti all’incanto di un paesaggio aprico, davanti all’arcobaleno di colori disegnato dalla rugiada su un esile filo d’erba; un uomo il cui sguardo si perdeva all’infinito, mirando l’orizzonte (“eterno amplesso tra la terra e il cielo”); un uomo che si commuoveva davanti alla raccolta solennità di un luogo sacro o davanti ad un bimbo azzannato dalla fame o lacerato dalla guerra; un uomo che, anche a tarda età, non ha rinunciato al tentativo di riassaporare le emozioni d’un tempo, quando il corpo e lo spirito si nutrivano di sogni e respiravano a pieni polmoni speranze e aspettative…

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