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Ai politici

19.76

Autore: Pierre Leroux
Anno edizione: 1989
Pagine: 369 p.

Descrizione

Il Discorso ai politic, pubblicato nelle Oeuvres (1850), era apparso prima, in forma molto ridotta, nella Revue Encyclopédique (1832) poi, enormemente ampliato, nella Revue Indépendente (1841) e, nello stesso anno e nelle forma definitiva, in un volume a parte dal titolo Sette discorsi sulla situazione attuale della società e dello spirito umano. Scritto per rispondere all’accusa di “ostilità contro il cristianesimo”, lanciategli da Sainte-Beuve su Le National, il discorso presenta quella tipica tesi leroussiana, che poi apparirà come epigrafe nel Progetto di costituzione (1848): “Se Dio non costituisce con voi l’edificio delle vostre istituzioni, voi lavorerete invano a innalzarlo e a rinforzarlo! (Sal. 126). Gli stretti legami tra religione e società sono visti da Leroux nel fatto che ogni società è una comunione di uomini, legati da un’unica fede o religione, che si presenta così come il suo costitutivo essenziale e ineliminabile.

Queste sono le conclusioni che Leroux trae dalla Rivoluzione francese, che fu una religione in germe, perché abbatté la vecchia religione e tentò di abbozzare i lineamenti di quella nuova, che avrebbe istituito il legame della nuova società. Anzi, la stessa Francia, che ha lanciato nel mondo i dogmi di questa nuova religione e cioè il dogma della Libertà, dell’Uguaglianza e della Fraternità, è una religione.

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