
Simone Mele, leccese, classe 1971, scrittore, artista di strada. Si dedica alla scrittura dopo anni di peregrinazioni in giro per il mondo e nei campi più disparati, dai gradoni della curva fino ai monasteri Zen. Grazie all’originale metodo il “Marketting”, un banchetto per strada e a innate doti di ciarlatano, riesce ad appioppare le sue “fatiche” letterarie auto prodotte ad un gran numero di malcapitati. Esordisce nel 2014 con L’ozio è il padre dei vizi, una raccolta di freddure e replica la formula nel 2016 con Lo scemo del villaggio. Nel 2018 si da al racconto breve con I racconti dello scemo del villaggio e nel 2019 sforna il pamphlet Non vi accalcate in cui narra le peripezie dell’essere artista di strada. Nel 2020 partorisce il suo primo romanzo E quell’infame sorrise che, nel 2021, a Todi, viene premiato all’unanimità alla Città del Libro come 1o classificato al concorso letterario. Nel 2022 Storie in Corso, una collezione dei personaggi Felliniani della sua città che fa il giro del mondo grazie alla traduzione in quattro lingue e ai tanti turisti stranieri che ne curano “involontaria- mente” la distribuzione planetaria.