VINCENZO BIANCO (1977) è dottore di ricerca, assegnista e cultore della materia in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università del Salento. I suoi studi si focalizzano sulla Modernità letteraria: l’Ottocento (Pecchio, il filellenismo, Carducci, il melodramma, i poeti minori) e il Novecento (Moretti, Cecchi, C. Levi, Pasolini, il Montale giornalista). Tra i saggi pubblicati: L’oricalco e l’oboe. Giosue Carducci e Giuseppe A. Costanzo (2016); “Specchiati sembianti” tra Bontempelli e Cecchi (2020); Giuseppe Pecchio e l’odeporica filellenica ottocen- tesca (2023); Il gene dell’inettitudine da Italo Svevo a Marino Moretti (2023); La musa di Carlo Levi non si fermò a Eboli (2023); Giusep- pe Pecchio fuori d’Italia. Nuove acquisizioni (2024); Pasolini, paroliere per voci di suburra (2025). Collabora con varie riviste di italianistica, tra cui «Studi e problemi di critica testuale», «Ermeneutica letteraria» «O.b.l.i.o.», «Symbolon», «Lingue e linguaggi», e con Treccani online.